Londra e gli Italiani Bengalesi (sintesi dal rapporto "Italiani Nel Mondo" 2016)

 

LONDRA - Gli Italiani Bengalesi nel Regno Unito sono almeno 20mila. E' la stima, al ribasso, di un fenomeno in crescita. Ne ho scritto per l'edizione 2016 del Rapporto "Italiani nel Mondo" della Fondazione Migrantes.

Il 10 Aprile 2017 il quotidiano "Repubblica" ha dedicato un reportage video all'argomento: è possibile vederlo a questo link

In UK è possibile consultare il volume con la mia ricerca:

- A Londra, alla biblioteca dell'Istituto Italiano di Cultura (disponibile per tutti);

- A Londra, alla British Library;

- A Londra, alla biblioteca "Learning resources centre" del King's College" (solo per studenti e ricercatori); 

- A Oxford, alla biblioteca "Social Science Library" (Bodleian Libraries) della University of Oxford (alla voce International Development, Forced Migration, African and Commonwealth);

- A Leeds, alla "Leeds University Library" per conto della SIS (Society of Italian Studies);

Pubblico qui la sintesi del capitolo: nel volume approfondisco il tema con le interviste a Golam Tipu del Comites, al ricercatore Francesco Della Puppa, al Console Generale d'Italia a Londra Massimiliano Mazzanti, al giornalista Rezaul Karim Mridha, ed ai membri della comunità Halim Abdul e Daniel Miah. Approfondimenti anche sul ruolo fondamentale delle donne bengalesi-italiane, e di come si articola la community su Facebook e Whatsapp.

Francesca Marchese Londra Italiani Nel Mondo

"Sono migranti due volte: hanno intrapreso un viaggio dal Bangladesh verso l’Europa, si sono fermati almeno dieci anni in Italia e poi si sono spostati nuovamente verso il Regno Unito. Sono i bengalesi italiani che stanno migrando dall’Italia alle città britanniche, soprattutto Londra ma anche Birmingham e Manchester. 

Almeno 5 mila famiglie in tutto il Regno Unito, quindi almeno 20 mila persone, sono di provenienza bengalese e cittadinanza italiana. La stima è di Golam Tipu, voce della comunità italo-bengalese e membro del Com.It.Es londinese che rappresenta i cittadini italiani al Consolato di Londra: «Non ci sono dati ufficiali ma, lavorando nella comunità, quello che vedo e un fenomeno sempre in crescita: almeno 5 mila famiglie con una media di 4 persone per famiglia». 

Le località britanniche più interessate dalla presenza dei migranti italiani di origine bengalese sono alcuni grossi sobborghi di Londra come  – che si trova nella zona nord-est della citta a 14 km dal centro – e Tower Hamlets – la roccaforte storica della comunità bengalese nell’East End della citta – dove i bengalesi raggiungono il 32% della popolazione, contro il 3% dell’intera capitale britannica e l’1% del Regno Unito. Il 48% e migrante di prima generazione. 

C’è una differenza generazionale tra gli italiani bengalesi e gli italiani di prima generazione nella scelta del proprio trasferimento dall’Italia al Regno Unito: gli expat italiani d’Italia sono in prevalenza giovani, spesso single in cerca di una realizzazione personale mentre gli italiani bengalesi sono spesso padri di famiglia che si trasferiscono con moglie e figli e trovano impiego nella ristorazione, nel piccolo commercio, nei mezzi di trasporto privato come i minicab, ma anche nel settore legato alle tecnologie. 

Un caso rappresentativo di questo fenomeno è quello della piccola comunità veneta di Alte Ceccato, una frazione di Montecchio Maggiore in provincia di Vicenza. Secondo i dati Istat del 2015 il paese conta 2.045 abitanti stranieri, più un numero imprecisato di nuovi cittadini italiani che provengono da Stati europei ed extraeuropei e che sono classi cati come “italiani” senza un riferimento speci co al proprio background etnico. Francesco Della Puppa ne ha studiato le caratteristiche nel libro Una baglatown del nordest: «Ad Alte Ceccato c’è stato un boom di 200 acquisizioni della cittadinanza su 1.600 residenti bengalesi – sottolinea Della Puppa – e nel 2012 ben 60 famiglie i cui componenti sono iscritti nell’elenco degli italiani residenti all’estero, hanno lasciato l’Italia per trasferirsi nel Regno Unito». Il motivo principale che spinge i migranti bengalesi a lasciare l’Italia per il Regno Unito è economico, quindi legato alle tematiche legate al lavoro: «In Italia – spiega Golam Tipu – gli immigrati di prima generazione stanno faticando e vedono un futuro nero per i propri gli. Il Bangladesh fa parte del Commonwealth e gli inglesi sono stati da noi per 200 anni: abbiamo quindi le tradizioni inglesi nel sangue». 

La molla di questa nuova migrazione è proprio quella della realizzazione sociale, non tanto per sé quanto per il futuro dei propri figli".

Per approfondimenti: marchesefrancesca@gmail.com

Clicca qui per avere più info sul Rapporto Italiani Nel Mondo 2016

"If Montalbano was English" | "Se Montalbano fosse inglese"

LONDON - "Inspector Montalbano can only be Sicilian. He would not be a good policeman, if he had to work in London", says iconic actor Luca Zingaretti. Listen to my interview in Italian below!

LONDRA - "Il Commissario Montalbano è un commissario così acuto ed è così in grado di risolvere i casi perché agisce e si muove all'interno di una cultura che conosce molto bene. Sa come interrogare la vecchietta siciliana che spunta fuori dalla sua casetta. Sa cosa significa il "no".  E magari in Sicilia un "no" vuol dire "sì" e un "sì" vuol dire "no".  Non credo che sarebbe così acuto in un territorio in cui magari non conosce i codici. Questo è vero per qualunque tipo di investigatore ma credo un po' di più per il Commissario Montalbano. Ovviamente è un mio punto di vista personale". 

Parola di Luca Zingaretti, poliedrico attore romano ed iconico interprete del Commissionario Montalbano in onda sulla BBC. Zingaretti si trova a Londra per due reading del racconto scritto da Giuseppe Tomasi di Lampedusa "Lighea" su una magica sirena siciliana.

"Bisogna saper resistere alle tempeste", risponde Zingaretti a chi gli domanda del Brexit e delle "sirene della politica" nel Regno Unito: "E' un momento difficile, c'è in giro molta paura che porta la gente a chiudersi in se stessa. Rischia di succedere altrove. Ma è una decisione che rispetto, il popolo è sovrano. La cultura può aiutare un popolo a crescere ma non può influire sulle sue decisioni". 

La performance "Lighea" si è svolta ieri, 21 luglio, allo Sheldonian Theatre di Oxford in occasione della mostra sulla Sicilia subacquea "Storms, War and Shipwrecs" all'Ashmolean Museum. Stasera la replica a Londra, al British Museum durante la serata ad ingresso gratuito "Sicilian Splendour". Al museo londinese fino al 14 agosto si svolge la mostra "Sicily: Culture and Conquest" (più dettagli a questo link). 

La novella "Lighea" di Giuseppe Tomasi di Lampedusa, letta da Luca Zingaretti al teatro Sheldonian di Oxford. Photo credits Francesca Marchese

La novella "Lighea" di Giuseppe Tomasi di Lampedusa, letta da Luca Zingaretti al teatro Sheldonian di Oxford. Photo credits Francesca Marchese

Lighea, letto in italiano, con il testo in inglese che scorreva su uno schermo posizionato alle spalle dell'attore, è stato applaudito a lungo: "E' di una potenza straordinaria - prosegue Zingaretti - lo reputo un capolavoro della letteratura italiana. Non lo conoscevo, una signora me lo ha fatto conoscere e ne sono rimasto fulminato, lo porto in giro da quattro anni e lo leggo sempre con la stessa commozione".

Al termine della performance, Zingaretti ha letto la poesia di Eugenio Montale "Ho sceso, dandoti il braccio, almeno un milione di scale" e l'ha dedicata alle donne presenti in sala, tra le quali anche sua moglie Luisa Ranieri.

Zingaretti è impegnato anche al cinema: a settembre inizierà a girare un film francese e, dopo una parentesi teatrale di quattro mesi, sarà di nuovo davanti la macchina da presa con un film di Salvatore Piscicelli ("Vita segreta di Maria Capasso") prodotto insieme a Luisa Ranieri che ne è anche protagonista. 

Le puntate più recenti de Il Commissario Montalbano, girate lo scorso maggio in Sicilia, andranno in onda in Italia il prossimo ottobre.

Da sinistra, il curatore della mostra "Sicily: Culture and Conquest" al British Museum Dirk Booms, Luca Zingaretti e il direttore dell'Istituto di Cultura a Londra Marco Delogu. Photo credits Francesca Marchese

Da sinistra, il curatore della mostra "Sicily: Culture and Conquest" al British Museum Dirk Booms, Luca Zingaretti e il direttore dell'Istituto di Cultura a Londra Marco Delogu. Photo credits Francesca Marchese